AMERICANAH,

DI CHIMAMANDA NGOZI ADICHIE, EINAUDI, 2014

Un libro scritto con il cellulare, un libro per una generazione di blogger e di lettori di blog, alla ricerca di un’identità che si distanzia dai vecchi schemi, nei quali una donna giovane non può più comprimersi.
Cos’è l’autenticità? Forse solo una ragazza come Ifemelu, la protagonista, che cresce in Nigeria, esplora gli Usa e poi  ritorna a Lagos, può suggerircelo.
E’ la ricerca del residuato delle tradizioni e degli stereotipi (compiuta prima di tutto con un’operazione autochirurgica per estirparli da sé): essere nera per esempio, o essere donna.
E’ l’impaziente attesa di trovare un altro capace di seguirti su questa strada. E’ la solitudine. E’ il parlarsi attraverso un blog. E’ il dolore di rompere gli schemi e spesso le relazioni.
E’ il sottile piacere del non farsi abbindolare dall’apparenza, pur luccicante: “Un giorno Ifemelu vide la danza del pavone maschio, le penne disposte a ventaglio in un enorme alone. La femmina becchettò qualcosa sul terreno e dopo poco se ne andò, indifferente a quel grande sfoggio di penne. Il maschio parve a un tratto vacillare, forse per il peso delle penne o per quello del rifiuto”.
E’ un leggero profumo di spezie esotiche, di leggerezza, di gioia vitale.

 

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