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BASTA UN CAFFE’ PER ESSERE FELICI  DI TOSCHIKAU KAWAGUCHI, GARZANTI 2021

A distanza di un anno, Toschikau Kawaguchi ci conduce nuovamente nella famosa caffetteria dove è possibile “viaggiare” nel tempo, non solo passato ma anche futuro.
Le regole le conosciamo già: il presente non può cambiare; si deve rimanere rigorosamente seduti; si può viaggiare per il tempo in cui il caffè, versato dalla mano destra di  Kazu, non diventa freddo; ci si può sedere solo su di una sedia,  occupata da una signora in bianco che passa il tempo leggendo un libro, quando lei si alza per andare in bagno.
Questa volta scopriamo che se il caffè si raffredda, si rimane incatenati per sempre in quello spazio: questo è quanto è accaduto alla dama in bianco, il cui nome è Kaname. Di lei poco per volta scopriremo altri dettagli, i legami con i proprietari del locale, il motivo per cui è rimasta come “fissata” in quel “tempo incantato”.
Un altro dettaglio importante, che passo dopo passo scopriremo, è che solo le donne appartenenti a quella famiglia, a partire dai sette anni, possono versare il caffè e la capacità di far viaggiare nel tempo cessa non appena qualcuna è incinta di una femmina, cui passa “il dono”.
Attraverso quattro racconti, che ritraggono storie di persone che, in qualche misura, si incrociano o si sono incrociate nel tempo, possiamo scorgere le ferite lasciate da morti, abbandoni, segreti, bugie e omissioni.
La storia non può cambiare, il passato non può ricomporsi come se nulla fosse accaduto, ma si può ritrovare la pace e riconciliarsi con sé stessi: il tempo che ci è concesso, anche se poco, ci è dato per permettere non solo agli altri ma soprattutto a noi stessi di essere felici.
Anche il mistero dell’infelicità nascosta negli occhi e nel cuore di Kazu si svelerà e il ghiaccio del suo cuore si scioglierà come un vapore che, nel finale, avvolgerà Kaname, la dama bianca.