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BORGO SUD  DI DONATELLA DI PIERANTONIO, EINAUDI 2020

L’Arminuta è cresciuta, si è laureata, ha la prospettiva di una brillante carriera universitaria e si è sposata con Piero, con il quale sembra condurre una vita tranquilla, in un appartamento con vista mare.
I rapporti con Adalgisa, la madre che l’ha cresciuta, si sono interrotti: da lei ha avuto in dono l’abito da sposa, poi si sono allontanate, sempre più estranee.
La madre di sangue, chiamata nell’Arminuta semplicemente “la madre” è ora diventata “mia madre” e la sorellanza con Adriana, esuberante, sensuale, ribelle, è diventato un legame che rischia di riportarla su territori pericolosi.
Il suo improvviso irrompere nella sua vita tranquilla, insieme a Vincenzo, un figlio nato fuori dal matrimonio, dà l’avvio alla vicenda narrata.
Anche in Borgo Sud l’abbandono è la chiave di lettura dell’intera vicenda, narrata in prima persona, con scarti temporali che dal presente ci riportano al passato e viceversa.
“Li stavo perdendo tutti,” riflette amaramente la protagonista, “c’era in me qualcosa che chiamava gli abbandoni”.
Sarà proprio per superare quello che sembra un destino comune a lei e ad Adriana, una maledizione che incombe sulle donne della loro famiglia, che la protagonista abbandonerà, anche se non in via definitiva, certezze e sicurezze per “esserci”, per non aggiungere un altro abbandono ai già tanti subiti.
Il sapore che rimane è quello dei calamari e delle fritture cucinate da Adriana e da lei vendute, a bordo di un camioncino da lei sistemato…. sapore di mare, sapore di libertà.