CON PASSI GIAPPONESI DI PATRIZIA CAVALLI, EINAUDI 2019

Dev’essersi divertita molto Patrizia Cavalli a scrivere le prose che compongono questo libro, intingendo la penna in un lessico molto ricercato, aggiungendo un gusto sapido della parola, il piacere puro della metafora, una sintassi modellabile a suo gusto e quanto basta di ironia.

E questo è un buon motivo per leggere il libro, se siete persone che amano questa ricercatezza semantico lessicale, oltre al fatto che la lettura offre molti spunti: l’ideale per chi cerca citazioni folgoranti.

Un motivo per non leggerlo? Sicuramente il senso di impotenza che coglie il lettore che continua a chiedersi se ha capito bene, se gli è sfuggito il senso dei singoli pezzi che gli sono costati una certa fatica per seguire il filo. D’altra parte, si tratta pur sempre di una scrittrice di poesia … prestata alla prosa: il primo amore difficilmente si scorda!

 Il filo è nascosto: a voi trovarlo. Il paradiso per chi si diletta di recensioni: può alludere a significati nascosti, a riflessioni esistenziali, a impasti culturali, a sfide semantiche, a bagliori poetici e così via.

Un libro da bere accompagnato da un buon tè con pasticcini.

 

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