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GLI EXTRA DEL GIOVEDI'

ATLANTE SENTIMENTALE  di Giorgio Terruzzi, 2021 Rizzoli
IN USCITA IL 15 GIUGNO


Ecco un libro che stuzzica la nostra curiosità:  Giorgio Terruzzi, con 40 ritratti d’eccezione, ci accompagna in un viaggio sentimentale alla ri-scoperta dei luoghi più suggestivi  della nostra bella Italia.

Si tratta di un percorso dal Friuli alla Sicilia, e ritorno,  attraverso luoghi e  personaggi -da Maradona a Fellini, da don Milani a Maria Montessori, ma anche Beppe Fenoglio, Carlo Levi, Walter Bonatti, Marco Simoncelli e Valentino Rossi o simboli come il Derby Club a Milano e la famosa casa rossa di Salina- intrecciati in maniera indissolubile alla nostra storia.

A bordo di un’auto, Terruzzi  ha attraversato l’Italia, tracciando un suo personale percorso di incontri e suggestioni. Per regalare a noi lettori un ritratto collettivo di uomini, donne e luoghi che ci appartengono e appartengono a questo Paese pieno di figure d’eccezione, di lampi e di magia.

Quale sapore abbinare a un libro che parla di un fascino tutto italiano? Quale gusto mette d’accordo gli Italiani, dal Friuli alla Sicilia?

Sicuramente è quello della pizza, apprezzata dal Sud al Nord:  pasto principale o accompagnamento di antipasti, aperitivi, spuntini veloci; semplice o farcita, secondo le preferenze o i gusti personali.

 
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GLI EXTRA DEL GIOVEDI'

LE DONNE DI DANTE  di Marco Santagata, 2021 il Mulino

In occasione dei settecento  anni dalla morte di Dante, ci piace parlare del bel libro di Marco Santagata, che ci offre alcuni aspetti meno “ufficiali” della biografia del Poeta.
Quando pensiamo alle donne della sua vita, il nostro pensiero corre  subito a Bice Portinari, la Beatrice fonte di ispirazione. In realtà, nel corso della sua sfortunata esistenza – si pensi che Dante era già esule a 37 anni-  appoggi stabili, sia dal punto affettivo che economico,  furono offerti da Gemma, la moglie appartenente alla ricca e potente famiglia dei Donati, e da Tana, diminutivo di Gaetana, la sorella andata in sposa a un Riccomanni.
Santagata ci ricorda infatti che “ furono i genitori di Gemma, i suoi fratelli e i loro figli, così come quelli di Tana, ad assisterlo materialmente e a soccorrerlo nei momenti più critici.”
Forse però, uno degli aspetti più interessanti, e meno noti dell’ opera di Dante, consiste nell’aver tramandato le storie di cui si “parlava a Firenze”.
Le vicende di Francesca da Rimini, Pia dei Tolomei, Piccarda Donati, Cunizza da Romano, Sapia …” ripescate dal passato, in bilico tra la cronaca rosa e la nera, fra pettegolezzo e questione di potere, Dante le ripropone nel poema attribuendo loro valore esemplare e valenza politica.”
Notevole risulta infine  il lavoro di ricostruzione storico-biografica, operato da Santagata, che riporta in vita personaggi e vicende lontane, strettamente connesse con l’opera di Dante, che acquista in questo modo nuove sfumature e nuovi significati.

 
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GLI EXTRA DEL GIOVEDI'

TISANE PER TUTTI, di Francesco Novetti, 2021 Tecniche Nuove

L’Erboristeria Novetti, dal 1952 e attraverso tre generazioni, è l’erboristeria milanese con la storia famigliare più lunga.

La parola d’ordine che attraversa le tre generazioni è: “ogni preparazione è cucita su misura”, proprio come farebbe un sarto con un vestito.

Nel manuale pratico per l’utilizzo delle piante officinali, Francesco Novetti ci regala semplici ricette per ogni occasione.

Dopo una prima parte in cui vengono illustrati fondamenti e definizioni, si procede con varie tisane indicate per ogni organo e relative problematiche, per terminare con una breve monografia in cui si raccontano caratteristiche e benefici delle diverse piante officinali.

Tra le tante indicazioni, scegliamo i Suffumigi, utili per le costipazioni alle alte vie respiratorie … disturbo non insolito in questo strano periodo dell’anno in cui passiamo dal caldo al freddo, dal freddo al caldo.

Eucalipto foglie                         30g

Pino aghi                                     15 g

Camomilla fiori                          15 g

Lavanda fiori                              10 g

Origano foglie                            10 g

Menta foglie                              10 g

Salvia foglie                                10 g


Aggiungere una manciata della miscela in abbondante acqua all’inizio della bollitura e respirare per qualche minuto. Quando si termina, coprirsi la fronte con una sciarpa o un cappellino di lana, per tenere calda la parte ed evitare uno sbalzo termico.


Quale odore rimane nelle nostre narici?

Tra i tanti, ci piace ricordare quello della lavanda, bella esteticamente e utilizzabile in diversi preparati.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

SABA, L'ARBOSCELLO

Riceviamo da Giovanna, e volentieri pubblichiamo, la poesia “ L’arboscello”,  tratta dal

CANZONIERE di Saba, adatta al nostro strano clima primaverile.


Oggi il tempo è di pioggia.
Sembra il giorno una sera,
sembra la primavera
un autunno, ed un gran vento devasta
l’arboscello, che sia, e non pare, saldo;
par tra le piante un giovanetto, alto
troppo per la sua troppo verde età.
Tu lo guardi: hai pietà
Forse di tutti quei candidi fiori
che la bora gli toglie e sono frutta,
sono dolci conserve
per l’inverno i suoi fiori, che tra l’erbe
cadono; e se ne duole la tua vasta
maternità.


Il luogo descritto è reale, ben contestualizzabile (la bora ne è un indizio); il testo è ricco di figure retoriche che ben rappresentano la contrapposizione tra apparenza e realtà, tra una primavera che sembra un autunno e un giorno che sembra una sera; il brano oscilla tra una rappresentazione realistica della reale e una ricerca di suggestioni più profonde.

E ora la parola ai lettori.

 
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DODICI DONNE NELLA VITA DI GESU’ - SENZA PAURA DI AMARE E DI ESSERE AMATE -DI ANNE SOUPA- 2018 PAOLINE EDITORIALE LIBRI.

Ci piace accompagnare questo Sabato Santo con alcune frasi tratte dal bel libro di Anne Soupa, biblista e scrittrice francese, da sempre in prima linea per una Chiesa più femminile.

Sono frasi in cui si parla delle donne, le uniche a rimanere fino all’ultimo, sotto la croce. In queste righe ne vengono messe in risalto soprattutto due: Maria, la madre di Gesù, e Maria di Magdala.

“(..) Maria di Magdala è una raffigurazione dell’estremo. Essa giunge a noi da quelle contrade dove l’umanità è raggomitolata dal dolore sotto il fardello dei disordini psichici. È nella tenebra del suo spirito che Maria ha accolto la Buona novella.
Ella continuerà ad accoglierla in quest’altra tenebra che è la croce (…) Maria è lì, ai piedi della croce, guardia ravvicinata, la figura più attiva tra coloro, uomini o donne, che sono citati dai quattro evangelisti: le altre donne, la madre di Gesù e il discepolo che Gesù amava. Nel momento peggiore... tutti fuggono, per paura, per mantenersi in vita. (…) mantenendo gli occhi aperti sul disastro della croce, Maria, e le altre donne con lei (…) Gesù non libererà Israele dall’occupante romano; cosa che sognavano ancora i discepoli di Emmaus all’inizio del loro percorso. Infine, crolla l’idea che esse si facevano di Dio: questo uomo, per quanto affermi di essere Figlio di Dio, non sfuggirà alla morte (…) sicuramente queste domande-tentazioni si sono scontrate violentemente nella testa di Maria... loro malgrado, Maria è rimasta.
Ci piacerebbe porle la stessa domanda che la ragazza di Nazaret aveva fatto all’angelo: «Com’è possibile?». Solo un disegno potente poteva mobilitare Maria (…)

Io non ne vedo che uno e uno solo: Maria aveva amato Gesù ed era convinta che l’amore sia il perché del mondo. E amare, amare l’altro, amare per davvero, in quel momento ordinava di rimanere lì. (…)

 
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RICEVIAMO DALLA NOSTRA AMICA CLAUDIA


GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA POESIA.                21 MARZO 2021

"Sono nata il ventuno a primavera 

ma non sapevo che nascere folle

aprire le zolle

potesse scatenar tempesta." 


Poche righe di Alda Merini, nata a Milano il 21 marzo 1931, bastano per dare il senso di cosa possa essere la poesia. 

E per far venir voglia di procedere con altre righe, nuove poesie, sue, non sue, tue, mie, di chi ha cercato, incontrato, vissuto poesie. 


E a un’altra donna non posso negare ancora la voce. 1800.

"L'erba ha così poche occupazioni

un mondo di semplice verde

con solo farfalle su cui meditare

e api da ospitare" 

Emily Dickinson


Due pennellate per immergerci nella natura piena e sazia di sé. 


E da ultimo Catullo. Un salto indietro di 2000 anni. 

“Odi et amo “, tradotto in dialetto napoletano da Stefano Benni, mi è sembrato rendesse più di tutte le versioni in italiano.

“Odio e amo:

fusse che chiedi:

perché lo faccio?

Nunn’o saccio

ma lo faccio

e mme sient’nu straccio.”


Epoche completamente diverse da cui rimbalzano le poetiche, domande a cui non sappiamo rispondere, sentimenti e contemplazioni, stupori e slanci nel cuore e nell’animo umano.

Quali sono le voci dei poeti che parlano a voi, la vostra poesia preferita, la prima che avete imparato a memoria?

O la poesia non fa parte dei sogni e delle passeggiate che fate? Preferite ammirare un quadro ed entrare lì a passare qualche ora o giorno? O è la musica la vostra poesia?

 
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GLI EXTRA DEL GIOVEDI'

LE COSE CHE FACCIAMO  ( Manuale per ragazze grandi) di Silvia Paoli,  2021 Amazon

Già solo il sottotitolo (manuale per ragazze grandi) basterebbe a solleticare la curiosità di lettrici e, perché no? anche dei lettori maschi.
Il motivo è semplice: la categoria di ragazze grandi è ampia e comprende una vasta gamma di donne che hanno toccato i 40, i 50, i 60 anni e si sentono, appunto, ancora ragazze.
Ragazze che sbagliano, che sognano, che intraprendono nuove attività … colte nei loro momenti di fatica, di esaltazione, di abbattimento, di pigrizia, di follia… grazie alla notevole abilità narrativa e allo humor graffiante, e talvolta “nero”, di Silvia Paoli.
In questo manuale troviamo tutti i tic e le mode, spesso brevi ed effimere, che caratterizzano la vita e il tempo di molte di noi: dalle dating app, al digitalmente scorretto, alla moda degli aperitivi, al fitness …. fino ad arrivare al rapporto con i genitori anziani colti nella loro debolezza nella quale ci rispecchiamo.
Ma non solo: troviamo anche il dolore di una quotidianità che troppo spesso ci schiaccia e i tentativi che facciamo per arginarla, per salvarci, per trovare modo di cicatrizzare ferite perché: “è difficile arrivare ai 40,50,60 anni e avere avuto una vita in progressione lineare senza storture e capricci del destino.”
Nel finale Silvia ci indica come salvarci: pensare all’ADESSO che è il momento di fare la NON lista degli obiettivi, da cui discenderà quasi magicamente quello che, sebbene ancora inconsapevolmente, desideriamo di più.
Per concludere, vogliamo un po’ giocare con lo spirito toscanaccio di Silvia. Dunque:
Vorremmo invitarvi a leggere il suo libro, ma Silvia stessa ci mette in guardia: “i libri appena usciti e con recensioni superlative: li prendo tra dieci anni.”
Vorremmo fare, come nostro stile, un abbinamento con qualche cibo speciale, ma è Silvia a dirci che: “parlare di alimentazione sfinendo gli astanti, basta.”
Quindi, non ci rimane che optare per un semplice aperitivo, facendo cosa gradita a Silvia che, a quanto pare, li apprezza molto, soprattutto se accompagnati da vini di qualità, rigorosamente in bottiglia non in calice.

 
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GLI EXTRA DEL GIOVEDI'

COME VENTO RIBELLE, di Francesca Prandina, 2014


Il romanzo di Francesca Prandina, interessante e ben ambientato nell’America del 1858, nel pieno della Guerra tra Nordisti e Sudisti, può essere considerato un romanzo di formazione, un romanzo protofemminista, un romanzo storico…ma forse, più semplicemente, un romanzo che supera ogni forma di rigida catalogazione. 

Sabrina, la protagonista, vedrà nel breve volgere di pochi anni cambiare completamente la sua esistenza. Tenace, caparbia, desiderosa di affermarsi come donna in una società prettamente maschilista passerà attraverso avventure che la porteranno alla piena consapevolezza di sé.

Come poteva sentirsi una ragazza come lei, libera e anticonformista, in una società che la voleva relegata all’interno di stereotipi? Una ragazza che non aveva esitato a travestirsi da maschio per poter partecipare alla guerra? Una ragazza che non rispondeva alle aspettative né del padre, né della madre, né della società del suo tempo.

“Le signore che uscivano dalle botteghe si scambiavano occhiate eloquenti e sussurravano parole coprendosi le labbra con le manine guantate vedendola passare. Era una mosca bianca”.

Sono proprio queste brevi parole   a sottolineare l’estraneità da cui Sabrina si sentiva avvolta; il senso di non appartenenza che la faceva sentire inadeguata.

Che sapore rimane a lettura ultimata?

Visto il periodo storico…non può essere che il sapore di quelli che i soldati chiamavano “biscotti”: una  specie di panini fatti con farina, acqua, grasso solido e per la lievitazione acido tartarico e bicarbonato… sicuramente più morbidi delle gallette.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

A MIA MOGLIE  di Umberto Saba, 1910 Il Canzoniere

In occasione della Festa degli Innamorati appena trascorsa, ci piace provocare la reazione di chi ci legge con questa famosissima poesia di Saba, in cui l’amore per la moglie viene rappresentato in forme non convenzionali.

Voi cosa ne dite?



A MIA MOGLIE  di Umberto Saba, 1910 Il Canzoniere

Tu sei come una giovane
una bianca pollastra.
Le si arruffano al vento
le piume, il collo china
per bere, e in terra raspa;
ma, nell'andare, ha il lento
tuo passo di regina,
ed incede sull'erba
pettoruta e superba.
È migliore del maschio.
È come sono tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio. (…)
Tu sei come una gravida
giovenca;
libera ancora e senza
gravezza, anzi festosa;
che, se la lisci, il collo
volge, ove tinge un rosa
tenero la tua carne.. (…)
Tu sei come la pavida
coniglia. Entro l'angusta
gabbia ritta al vederti
s'alza,
e verso te gli orecchi
alti protende e fermi;
che la crusca e i radicchi
tu le porti, di cui
priva in sé si rannicchia,
cerca gli angoli bui. (…)
Tu sei come la rondine
che torna in primavera.
Ma in autunno riparte;
e tu non hai quest'arte. (…)
E così nella pecchia
ti ritrovo, ed in tutte
le femmine di tutti
i sereni animali
che avvicinano a Dio;
e in nessun'altra donna.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO  di Eugenio Montale- 1925 Ossi di seppia

Spesso il male di vivere ho incontrato:
era il rivo strozzato che gorgoglia,
era l’incartocciarsi della foglia
riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio
che schiude la divina Indifferenza:
era la statua nella sonnolenza
del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.


La fatica dell’esistere viene resa da Montale attraverso diversi correlativi oggettivi, ovvero termini che esprimono il concetto stesso, quasi fotografandolo attraverso un oggetto concreto.

Così la sofferenza dell’esistere è rappresentata da:

il rivo strozzato che gorgoglia, che ci richiama il sussulto della morte;

l’incartocciarsi della foglia riarsa, che suggerisce il ripiegarsi di una vita ormai secca, priva di forza, su sé stessa;

il cavallo stramazzato che ci riporta a una fatica quasi sovra umana.


Da questa situazione di sofferenza esistenziale per Montale si può solo uscire con un atteggiamento di profonda indifferenza, definita divina perché alcuni filosofi greci ritenevano che gli dei fossero disinteressati alle sorti umane.

Così questa concezione è resa attraverso immagini che la oggettivano, facendoci percepire cosa in realtà il poeta intenda:

la statua nella sonnolenza del meriggio

la nuvola e il falco alto levato.


ED ORA VENIAMO A NOI:

Riteniamo attuale il messaggio di Montale?

Con quale immagine definiremmo la sofferenza di questi nostri giorni così strani?

Pensiamo che la soluzione ai nostri mali sia il “chiamarsi fuori”, oppure l’essere solidali?

Quale altra interpretazione si può proporre per questa lirica?

 
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I COMMENTI EXTRA DEL GIOVEDI'

IL GESTO DI CAINO di Massimo Recalcati, Einaudi 2020

Dopo La notte del Getsemani (Einaudi 2019) Massimo Recalcati prosegue la sua rilettura dei testi biblici, indagando il primo omicidio-fratricidio della storia raccontato nel libro della Genesi.

La domanda iniziale è intrigante: “Potremmo pensare che l’amore per il prossimo si possa raggiungere solo passando necessariamente attraverso il gesto distruttivo di Caino? Quello che è certo è che nella narrazione biblica l’amore per il prossimo viene dopo l’esperienza originaria dell’odio.”

Non compare un’immagine positiva dell0uomo, non c’è il mito dell’uomo che nasce buono: “Colpire il prossimo viene prima dell’amore per il prossimo”.

Con la consueta acutezza, Recalcati svolge il suo ragionamento sulla possibilità di governare il male. Caino decide di non farlo. Apre all’egoismo e all’invidia, che il serpente aveva inoculato nell’uomo con la famosa mela.

“Il nostro compito è lo stesso che ha atteso Caino all’indomani del suo gesto disperato e spietato: tradurre la violenza narcisistica e senza Legge dell’odio in un nuovo legame possibile con l’Altro; consentire alla Legge della parola di interrompere la ripetizione senza fine dell’odio e della distruzione…”

Si legge con grande piacere e come sempre illumina molte riflessioni che giacciono disordinate sul fondo della nostra mente.

 
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I COMMENTI EXTRA DEL GIOVEDI'

QUALCHE NOTA SU DIO E SULLA FISICA QUANTISTICA- due facce della stessa medaglia - di Anselm  Grün -Michael Grün, 2019 TEA ( Tascabili degli editori Associati)

Due fratelli, due scelte diverse, per non dire estreme.
Anselm, o meglio, Padre Anselm Grün, è monaco benedettino all’Abbazia di Münsterschwarzach, suo fratello Michael ha insegnato fisica e matematica nei Licei.
È da un dialogo a due voci che nasce questo libro, due voci che partono da premesse diverse ma mirano a giungere a conclusioni condivise o, quantomeno, condivisibili.
Come dice Michael. «Fisica e religione sono due punti di vista complementari, attraverso cui guardare a una realtà più profonda».
Il libro cerca di dare risposte a quanti cercano, o hanno cercato, di conciliare scienza e religione, fede e razionalità, ed è facilmente comprensibile anche da parte di chi non abbia una specifica formazione teologica o scientifica.
Michael riesce a far comprendere con estrema facilità, anche ai “non addetti ai lavori”, importanti concetti fisico/matematici: attraverso facili esempi e spiegazioni alla portata di tutti, mostra come il superamento della fisica classica newtoniana, ad opera della fisica quantistica, apra spiragli alla fede in un Dio Creatore.
Se nella fisica classica tutto era, infatti, sintetizzabile in formule di cause/effetto, ora la fisica quantistica deve ammettere la non conoscibilità assoluta della realtà e la ammissibilità di un Dio Creatore.
Anselm, invece, attraverso la strada sua propria, arriva a delineare una nuova immagine di Dio e ad aprire la fede al dialogo con le scienze naturali.
Il profumo che può essere preso a simbolo di questa lettura è quello prodotto dall’acqua di una cascata che scende impetuosa tra alberi e foglie: minuscole gocce intrise di antichi sapori.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

UNGARETTI, DANANZIONE 1916

Chiuso tra cose mortali

(anche il gran cielo stellato finirà)

perché bramo Dio?


Dietro suggerimento di una nostra “lettrice”, anche oggi vi presentiamo una bella lirica di Ungaretti, inserita nella raccolta “Il porto Sepolto”.

Lasciamo a voi il piacere del commento.

Noi segnaliamo solamente la ripetizione dei suoni S/R, la frantumazione del metro, la sospensione creata tra verso e verso: a voi scoprire gli effetti prodotti.

Ci piace presentare la poesia anche attraverso il “Cielo stellato” di Van Gogh, che sostiene e quasi amplifica l’anelito ungarettiano.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

UNGARETTI, IL PORTO SEPOLTO 1916

Vi arriva il poeta
poi torna alla luce con i suoi canti
e li disperde

Di questa poesia
mi resta
quel nulla
d’inesauribile segreto.

La leggenda voleva che ad Alessandria d’Egitto, città natale di Ungaretti, fosse esistito un porto

 -risalente all’età pre-tolemaica - ormai inabissato: il luogo che dà il titolo alla poesia rappresenta quel qualcosa di oscuro, inconoscibile, sepolto dentro ciascuno di noi.

Il poeta scava oltre la soglia della coscienza e ne trae canti che disperde, come faceva la Sibilla con i suoi responsi affidati a foglie leggere.

Il porto sepolto diviene perciò simbolo del viaggio non solo di Ungaretti, ma di ciascuno di noi, alla ricerca di quell’inesauribile segreto, o senso profondo della vita, che può solo essere intuito.

Lo stesso Ungaretti sosteneva infatti che: «Trovare una parola significa penetrare nel buio abissale di sé senza turbarne né riuscire a conoscerne il segreto.» Poco più tardi, definirà così l’atto poetico: «Quando trovo/in questo mio silenzio/una parola/scavata è nella mia vita/come un abisso».

Questo meraviglioso fiorire della parola è però frutto di uno scavo assiduo e profondo, teso a isolare la parola sino a renderla «sillabata».

Spezzare il metro, come in questa poesia, significa scavare un vuoto che diventi esso stesso parola.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

 SAN MARTINO, 1883 Rime Nuove, Carducci

La nebbia a gl'irti colli
Piovigginando sale,
E sotto il maestrale
Urla e biancheggia il mar;
Ma per le vie del borgo
Dal ribollir de' tini
Va l'aspro odor de i vini
L'anime a rallegrar.
Gira su' ceppi accesi
Lo spiedo scoppiettando:
Sta il cacciator fischiando
Su l'uscio a rimirar
Tra le rossastre nubi
Stormi d'uccelli neri,
Com'esuli pensieri,
Nel vespero migrar.

La poesia è forse una delle più famose di tutti i tempi, utilizzata – non troppi anni fa- anche come testo di una canzone.

Il ritmo spezzato, quasi singhiozzante, descrive un paesaggio autunnale che diviene specchio dello stato d’animo di Carducci.

Il ribollir dei tini nel borgo toscano e gli spiedi su cui gira la selvaggina non riescono a esorcizzare la malinconia, ben rappresentata dagli stormi di uccelli neri che stanno migrando: appare qui con evidenza il dualismo di Carducci, sospeso tra mondo antico e moderno.

Il motivo classico è reso dall’aspro odor del vino che rallegra gli animi, che rimanda al “nunc est bibendum” e al “vina liques” di Orazio; il motivo moderno è dato dagli uccelli neri – esuli pensieri – nel vespero, che ci riportano ad un clima tardo Romantico - proto Decadente.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

NOVEMBRE  da Myricae  di Giovanni Pascoli

Gemmea l'aria, il sole così chiaro
che tu ricerchi gli albicocchi in fiore,
e del prunalbo l'odorino amaro
senti nel cuore...

Ma secco è il pruno, e le stecchite piante
di nere trame segnano il sereno,
e vuoto il cielo, e cavo al piè sonante
sembra il terreno.

Silenzio, intorno: solo, alle ventate,
odi lontano, da giardini ed orti,
di foglie un cader fragile. È l'estate
fredda, dei morti.

Due sono le ricorrenze cui Pascoli si riferisce: la cosiddetta estate di san Martino e la commemorazione dei Defunti.

La poesia ruota attorno a questa contrapposizione: da un lato una giornata in cui il raggio di sole riconduce il nostro cuore a desiderare l’estate ormai trascorsa, dall’altro il freddo novembrino che ci riporta all’amara realtà.

Nella strofa iniziale la sinergia creata dalla doppia sensazione dell’“odorino amaro” si rivela come un’illusione del cuore; nella parte centrale le trame nere anticipano la conclusione: nel finale, infatti, il nesso ossimorico, “l'estate fredda”, cui si aggiunge la specificazione “dei morti”, conclude la poesia svelandoci la visione esistenziale del poeta e il senso ultimo di questi versi.

La vita sembra quasi racchiusa in quel “cader fragile di foglie”, in cui la fragilità più che alle foglie, si riferisce proprio al “cader”, al trascorrere e fluire dell’esistenza umana.

 
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LA POESIA DEL MARTEDI'

Da I LIMONI DI Montale- Ossi di seppia

Ascoltami, i poeti laureati
si muovono soltanto fra le piante
dai nomi poco usati: bossi ligustri o acanti.
lo, per me, amo le strade che riescono agli erbosi
fossi dove in pozzanghere
mezzo seccate agguantano i ragazzi
qualche sparuta anguilla:
le viuzze che seguono i ciglioni,
discendono tra i ciuffi delle canne
e mettono negli orti, tra gli alberi dei limoni.

(…)

Qui delle divertite passioni
per miracolo tace la guerra,
qui tocca anche a noi poveri la nostra parte di ricchezza
ed è l'odore dei limoni.

(…)

Quando un giorno da un malchiuso portone
tra gli alberi di una corte
ci si mostrano i gialli dei limoni;
e il gelo dei cuore si sfa,
e in petto ci scrosciano
le loro canzoni
le trombe d'oro della solarità.

La poesia è una delle più famose di Montale, conosciuta e letta da tutti sicuramente più volte.

La realtà quotidiana da lui vissuta negli anni trascorsi in Liguria emerge prepotentemente con colori, profumi e sapori, in contrapposizione al grigio della vita presente.

Montale coglie qui l’occasione per definire una poetica degli oggetti in contrapposizione a D’Annunzio e ai “Poeti laureati”, che tronfi di parole e belle espressioni genericamente poetiche, si lasciano sfuggire il senso ultimo della vita e della realtà.

Per Montale non è possibile giungere ad alcuna Conoscenza certa delle cose, delle quali possiamo impadronirci solo racchiudendole nelle parole che le connotano.

Se da un lato è vero che siamo destinati a sconfinare in un Pessimismo della Conoscenza, dall’altro è pur vero che non dobbiamo rinunciare alla speranza di trovare il senso ultimo delle cose: i limoni, con il loro profumo e i loro colori, sembrano prometterci “la nostra parte di ricchezza”, facendo scrosciare nei nostri petti “ le loro canzoni, le trombe d’oro della solarità”.

 
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CONSIGLI DI LETTURA PER PADRI...E FIGLI

Traguardi raggiunti

- Edipo Re di Sofocle: il classico delle relazioni familiari, alla radice delle nevrosi, emoziona ancora;

- Il complesso di Telemaco di Massimo Recalcati: un saggio sulla crisi della figura paterna, di lettura scorrevole e appassionante;

- Lettera al padre di Franz Kafka, un’appassionata richiesta di ciò che un padre non deve essere;

- Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, il racconto degli anni drammatici visto da dentro una famiglia duramente colpita;

- Gli sdraiati di Michele Serra: una divertente descrizione delle difficoltà nella comunicazione fra  padri e figli al tempo  del multitasking;

- Molto forte, incredibilmente vicino di Jonathan Safran Foer, la ricerca di un ragazzo, rimasto orfano nell’incendio delle Torri Gemelle, di un filo che lo colleghi al padre;

- L’ombra del vento di Carlos Ruiz Zafron, un padre che promuove la crescita del figlio in una situazione drammatica e misteriosa;

-Trilogia della pianura di Kent Haruf: diverse figure paterne, capaci di farsi carico della crescita di ragazzi alle prese con una vita complicata;

- Ritorna di Samuel Benchetrit: romanzo di formazione. La storia ruota attorno alla ricerca di una copia del libro scritto dal padre, ormai introvabile;

- La strada di Mc Carthy, padre e figlio in fuga in uno scenario apocalittico ed estremo; bellissima anche la versione cinematografica;

- Pinocchio di Collodi, una lettura da rifare da adulti- volendo insieme ai figli - con esiti inaspettati;

- Come Dio comanda di Niccolò Ammaniti: rapporto difficile tra un padre violento, ostinato e xenofobo e un figlio buono e docile che sa che il padre è l’unico su cui possa contare;

- Io non ho paura di Niccolò Ammaniti: storia della fatica di crescere e distaccarsi dal padre e dai suoi valori. Anche questo si può leggere insieme ai figli preadolescenti.