CROCE DEL SUD  DI CLAUDIO MAGRIS 2020 MONDADORI

Il romanzo, molto dotto e interessante, si snoda sulle tracce dei protagonisti delle tre storie narrate, Janez Benigar, Orélie- Antoine de Tounens, suor Angela Vallese, attraverso citazioni puntuali e precise che spezzano in parte il ritmo narrativo.
A Magris, d’altra parte, quello che importa non è solo la vita di Janez, Orélie- Antoine e Angela e il ritmo narrativo, ma soprattutto parlare delle sfide dell’“uomo” nel suo incontro con il Nulla assoluto, con il Bianco metafisico, con il magnetico Sud, con l’Iperbole universale… metafore di qualcosa di oltre, che diviene Altro.
Quello che accomuna i tre protagonisti è la scelta di lasciare l’Europa (la Slovenia nel 1908 per Benigar, la Francia nel 1860 per Orélie-Antoine, il Piemonte nel 1880 per Suor Angela Vallese), per inoltrarsi nel Grande Sud: Araucania e Patagonia.
Spinti da impulsi e bisogni diversi, le loro tre vite sono accomunate dal desiderio di conoscere, e rispettare, l’altro da sé: come ben diceva suor Angela, scambiata per un pinguino dagli indios che prima di lei e delle sue consorelle, non avevano mai visto una suora, “gli indios vanno considerati alla pari con i bianchi civilizzatori, non resi uguali”.
Desiderio di Benigar era fondare una comunità giusta basata sull’armonia famigliare aperta a tutti ma, soprattutto, studiare l’araucauno che significa studiare la nostra vita “ perché tutti, prima, siamo passati da questo stadio”;  Orélie- Antoine vuole proclamarsi re degli Araucani e varcherà il suo Rubicone con il sogno di essere il bianco che libererà gli Araucani; suor Angela, una salesiana con l’anima  da francescana,  è una suora di strada ante litteram, che difende la dignità degli Indios, rispettandoli e accettandoli nella loro diversità.
Di fronte alle sofferenze con cui si trova a dover fare i conti, suor Angela non è disorientata ma può resistere “consapevole che tutto avviene e continua ad avvenire sempre, come il vagito del neonato a Betlemme e il grido sul Golgota.”
Il sapore che ci rimane è quello semplice del pane, perché: “Suor Angela, che pur si portava dietro l’odore delle trifole e dei tartufi, della freisa e del barbera del suo Piemonte, era una madre che preparava il pasto, una Marta evangelica che cucinava amorosamente il pranzo per il Signore”.

 

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