EUREKA STREET DI ROBERT MCLIAM WILSON, FAZI EDITORE  2015

A metà fra una commedia tipo Amici Miei e una feroce farsa tipo Una banda di idioti, Eureka Street si erge con la potenza dei veri romanzi, il cui impasto è fatto di storia autentica, emozioni, finzione quasi surreale, sgambetti e colpi di genio.

Le avventure dei due trentenni protagonisti, Jake cattolico e Chukie protestante, amici da sempre, si muovono fra gli scontri delle diverse fazioni nordirlandesi che si fronteggiano a Belfast. Pestaggi ed attentati vengono presentati come  una recita sanguinosissima che mette in scena la violenza ideologica gratuita. 

Nello spirito beffardo del romanzo, alle sigle delle parti in guerra si contrappone un misterioso marchio che evidenzia l’inutilità e la vacuità di questo imbrattare i muri, “anche perché quale scritta potrebbe fissare il fluire delle idee o riuscire a suggerire l’eterogeneità e la tolleranza?”

Le scorribande dei due raggiungono vette paradossali attraverso lo sberleffo al mondo economico in cui Chukie ha successo con le sue enormi fanfaronate, travolgendo anche gli Usa nelle sue pazzie commerciali e approdando alla politica con lo stesso spirito farneticante ma pieno di voglia di vivere.

Nelle vicende c’è anche un secondo livello di storie o solo sogni di amore che coinvolgono loro due e la loro banda di amici e anche gli adulti intorno a loro nel bisogno di trovare una sponda all’ “algebra dei rapporti umani”.

Il caffè con cui Jake sveglia la sua ragazza nell’ultima pagina profuma di tenerezza ed accompagna una dichiarazione di amore per la sua città, piccola parte di un  “universo sconfinato, dove c’è spazio per ogni tipo di finali e per un numero infinito di incipit” .

 

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