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I QUADERNI BOTANICI DI MADAME LUCIE DI MÉLISSA DA COSTA, RIZZOLI 2021

“Qualche anno fa nella mia vita precedente, ho letto un articolo che diceva che nel corso dei secoli i è perso il rito del lutto e che per le persone le conseguenze si sono rivelate nefaste. (…) C’era un tempo per curare il proprio dolore, per ricordare, per dire addio come si deve.

Oggi la routine deve riprendere appena dopo il funerale. Il lavoro, le bollette da pagare…la società non ha più tempo per il lutto.”


Perché questo libro mi ha profondamente e beneficamente commosso? Perché è appunto il percorso di un lutto vissuto laicamente. Perché propone di fare i conti con il dolore invece di negarlo. Perché suggerisce un percorso poetico di ritorno alla vita. Perché infine invita a vivere l’amore per le persone care perdute per far onore alla luce che hanno lasciato dietro di sé.


Leggetelo se vi sentite di affrontare una tematica di questa portata ma anche se vi interessa una riflessione più generale sul dare senso alla vita. Vi avverto: la vicenda di Amande, messa a dura prova da due gravi perdite consecutive, che sa cogliere come un dono un tenue messaggio e sa inventarsi una propria personale ritualità, coinvolge profondamente.


A che sapore la associo? Al gusto tenero dei cinque piccoli cavoli che spuntano per primi nell’orto di Amande, la sua personale palestra di cura e guarigione. La commuovono e la fanno sentire capace di far rinascere la vita su un terreno sterile, abbandonato da anni.