I VALORI CHE CONTANO (AVREI PREFERITO NON SCOPRIRLI)  DI DIEGO DE SILVA, EINAUDI 2020

Nonostante le premesse implicite nei capitoli introduttivi, la vita di Vincenzo Malinconico non ha niente di eccezionale ma scorre su binari abbastanza definiti e delineati. E nonostante il nome, non c’è niente di malinconico in lui, ma scopriamo ben presto una sua innata capacità di sorridere degli altri e di sé stesso.

Il fatto che una ragazza in mutande abbia bussato alla sua porta, per sfuggire ad una retata dei Carabinieri all’interno di una casa di appuntamenti situata qualche piano sopra al suo, non fa di lui un personaggio connivente con la malavita né, tantomeno, un frequentatore abituale di case di tolleranza.

Avvocato di professione, sa benissimo cosa rischia nell’accogliere la ragazza in casa sua, ma “…la solidarietà è tale quando le tue buoni azioni non si vedono, e anzi possono essere equivocate.”

Che tipo di eroe è quindi Vincenzo Malinconico, avvocato che si ritiene “di basso profilo”, separato dalla moglie, coinvolto in una relazione con una donna che rivendica la sua libertà, alle prese con una figlia Alagia, appena sposata con un uomo di cui lui è palesemente geloso, con un figlio Alfredo che non corrisponde alle attese familiari, con Benny, suo amico e socio di maggioranza dello studio in cui lavora che spesso lo mette in imbarazzo con la sua fame pantagruelica? A sentir lui, che si racconta con un’autoironia eccessiva, è il tipo dell’eroe fallito su più fronti, ma nel corso della vicenda siamo condotti a scoprire i suoi aspetti nascosti e positivi che troppo spesso nemmeno lui vede.

Con lieve ironia e con rara saggezza si mostrerà all’altezza non solo della gestione della vicenda della ragazza squillo, che si chiama Venere, ed è la figlia del Sindaco, ma anche di problemi di salute che avrebbe preferito non dover affrontare.

A proposito del rapporto tra lui e i suoi figli, e tra il Sindaco Dasporto e la figlia Venere, dice: “Se vuoi un figlio libero lo devi liberare da te”; del suo incontro con la malattia riconosce che: “ Per vivere di più bisogna fare soste brevi e ripartire subito.”

Tanti sono i gusti e sapori che accompagnano ogni pagina: basterebbe citare un pranzo tipo dell’amico Benny, vorace e instancabile buongustaio, per averne un’idea.

Mi piace però ricordare il sapore dei macarons, che Alagia, la figlia che trascorre un week end a Parigi con il marito, propone di portargli per rabbonirlo.

“Sì,” risponde lui ironicamente, “macarons al the verde o al caramello salato!”

Concludendo poi con un implacabile giudizio: “Sono pasticcini da ric…!”

 

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