IL CONCERTO DEI DESTINI FRAGILI, DI MAURIZIO DE GIOVANNI, 2020 SOLFERINO

È una storia toccante, che riguarda la nostra cronaca più recente, quella uscita dalla penna di De Giovanni, conosciuto soprattutto per le sue prolifiche serie di romanzi gialli o noir.

Con il suo tocco sobrio, sempre attento ai sentimenti e ai dubbi di anime lacerate, De Giovanni tratteggia le vicende legate all’epidemia di Covid 19 che ha colpito soprattutto il Nord del nostro paese, attraverso tre personaggi: il Dottore, l’Avvocato, Svetlana, cui nel finale si aggiunge Simona, i cui destini si incroceranno.

La narrazione avviene in terza persona, tranne l’ultimo capitolo, “Concerto per desiderio”, in cui tutti gli attori coinvolti nella storia esprimono, in prima persona timori, speranze, paure, debolezze.

Giorno dopo giorno, pagina dopo pagina, si compone il mosaico delle paure, speranze, timori, tristezze … non solo dei protagonisti ma di tutti noi, che quelle giornate di terribile paura accompagnate da dati di ricoveri, decessi e immagini di morte che trascorrevano sui nostri apparecchi televisivi, le abbiamo vissute e sofferte.

Così possiamo riconoscerci nelle scelte e dubbi del dottore, nelle paure di Svetlana, nel senso di abbandono dell’Avvocato che, sebbene in situazioni diverse, non sono sentimenti a noi del tutto sconosciuti.

Ci piace commentare il romanzo attraverso l’immagine del panino e bottiglietta d’acqua infilate nello zaino dal Dottore che, prima dell’epidemia, si concedeva una passeggiata al parco, ormai lontana nel tempo e nella memoria.

Era questa la semplicità dell’altra vita, di cui sembra ora stupirsi, una semplicità che appare impossibile da ritrovare, perché, forse, niente sarà più come prima.

 

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