IL FILO INFINITO

DI PAOLO RUMIZ,FELTRINELLI 2019

Di abbazia in abbazia, Rumiz va seguendo un filo di speranza: se i Benedettini sono riusciti con la semplice parola a convertire gli Unni e le altre popolazioni che si sono riversate in Italia provocando il dissolvimento dell’enorme e potente Impero Romano, se nel caos più totale sono riusciti con la forza di un’idea a preservare un patrimonio culturale altrimenti destinato a bruciare nel saccheggio delle città, se sono riusciti a mantenere vive isole di pace e di tranquillità, di preghiera e di lavoro con la forza di una Regola, be’, qualcosa da dire ce l’avranno a noi contemporanei, sperduti in un mondo senza orizzonte, sempre più  dominato da forze maligne, percorso da terrificanti venti  autodistruttivi?
Nei diversi conventi, Rumiz coglie echi di questa saggezza, pensieri di fiducia, la forza che spesso sembra sprigionarsi dal luogo stesso, come fosse abitato da un genius loci capace di trasmettere armonia a chi si avvicina. Bisognerebbe aggiungere:  “a volte”, perché traspare che alcune abbazie non suscitano un grande ottimismo. Tutte però vengono descritte nel loro incanto dalla sua penna elegante, ricca di riferimenti, gustosa che da sola basta a rendere il libro un sorso di bellezza.
Che sapore lascia questo libro? Quello del pane e del vino, simboli di un rito di comunione.

 

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