IL SAPORE DEL NATALE

DI ANDREA VITALI, GARZANTI

Il sapore del Natale, per Rigazzi e Gargarini, protagonista e antagonista del simpatico racconto di Andrea Vitali, è quello della migliore tradizione italiana: il gusto del cappone.
Non un cappone qualsiasi, acquistabile ai nostri giorni in super-iper mercati a prezzi per tutte le tasche, ma uno di quelli cresciuti da Rigazzi stesso con ambrosia e prelibatezze.
“Un Natale senza cappone non sembrerà nemmeno un Natale”, commenta la cognata del Rigazzi che da parte sua, pur conoscendo una testimone del furto, l’infermiera Maria Sorda, per evitare uno scandalo di dimensioni ancora maggiori, è costretto a tacere e a trovare altra soluzione.
Percorsa la strada che porta alla Caserma dei Carabinieri, avanti e indietro più volte, Rigazzi si decide alla fine a farsi giustizia da solo, prendendo a pugni il Gargarini, reo non confesso, rischiando così, a sua volta, una denuncia per molestie.
A modo suo farà giustizia l’appuntato Ausilio che preleverà il povero colpevole Gargarini, proprio mentre la moglie sta cuocendo ormai da più ore il famoso cappone che, allevato a granaglie, pastone, erbette espande il suo profumo stimolando più acquoline in bocca.
Se il povero Rigazzi non poteva godere di quelle carni, sarebbe stato davvero ingiusto che ne godesse proprio il Gargarini, reo non confesso, questo era il pensiero dell’appuntato Ausilio.
Così, il sapore del Natale per i nostril protagonisti Rigazzi e Gargarini è, per motivi diversi, quello della delusione e dell’amarezza.
Per l’appuntato Ausilio, coprotagonista saggio del racconto e vero risolutore di questo “dramma familiar”, il Natale ha il sapore di una festa molto desiderata ma, per ragioni di servizio, spostata in orario tardo serale, quando ormai nel resto dell’Italia si è in avanzata fase digestiva….

 

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