CRAIG SILVEY, JASPER JONES, GIANO, 2010

Vivere in Australia è pericoloso, molto. Non solo per i ragnetti letali, le meduse velenose, gli squali che ti aspettano nell’acqua, eccetera eccetera, ma perché gli umani vivono in condizioni estreme e diventano a loro volta estremi e, aiutati dall’alcol, rivelano le loro parti buone e le loro parti cattive, con crudezza spaventosa. Ma forse questa terra difficile è solo una metafora della nostra realtà quotidiana, trasformata in un paese da romanzo, in cui imparare a vivere richiede un avventuroso percorso di crescita, né più né meno che in qualunque altro posto.
Davanti alla sconcertante rivelazione che il male si annida ovunque e cerca le sue vittime “Puoi imparare le cose e restare triste e irrequieto, oppure puoi infilare la testa nella sabbia e avere paura”.
Il magro protagonista tredicenne con gli occhiali, che sa più parole dei suoi compagni di classe - ma paga caro per questo – decide di imparare.  Si butta nell’avventura, e che avventura! Sfida un’intera piccola città, le sue sicurezze ed esplora il lato nascosto: tutte le paure e le cattiverie che ognuno coltiva in segreto e che riversa sul capro espiatorio, il diverso. 
Si legge senza smettere, come i migliori libri di avventura, appunto. Lascia un sentore di eucalipto, di notte, di vita selvatica.

 

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