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L’ACQUA DEL LAGO NON E’ MAI DOLCE DI GIULIA CAMINITO, BOMPIANI 2021

Finalista al Premio Strega, questo romanzo nasce, per usare le parole dell’autrice stessa,  per raccontare tre donne attraverso tre “personagge” a loro ispirate. La prima è Antonella “ che mi ha raccontato la storia della sua  famiglia, delle difficoltà per l’assegnazione di una casa in custodia…”, la seconda è Ilaria, “ che è stata per dieci anni la mia migliore amica…” la terza sono io, “ che non ho picchiato un ragazzo con una racchetta né rischiato di uccidere qualcuno…”
Narrato in prima persona dalla protagonista, di cui si scoprirà solo nel finale il nome - che non rispecchia affatto la sua personalità-  il libro può essere considerato romanzo di  “imperfetta  formazione”.
Lucida e impietosa, Gaia  si descrive e si analizza  mettendo in rilievo pensieri, vissuti incoffessabili, azioni meschine e desideri realizzati o irrealizzabili.
Intorno a lei si muove una miriade di personaggi, comprimari o secondari, che la assecondano o la respingono: Antonia, la madre dai capelli rossi come lei, Massimo il padre, Mariano il fratellastro, Maicol e Roberto i fratelli gemelli, Carlotta, Agata, Iris le amiche/nemiche, Andrea, Cristiano, Federico … ragazzi amati o sfruttati.
Attraverso una descrizione di sé impietosa, la protagonista  narra la sua vita, i suoi pensieri, i desideri reconditi, le male azioni compiute, sullo sfondo del lago di Bracciano e i luoghi che su di esso si affacciano: Anguillara, la città scomparsa di Sabazia, la spiaggia libera del Pioppo …
Il sapore che rimane, a lettura ultimata, è come l’acqua del lago che “non è mai dolce” ma, se vogliamo individuare un cibo, forse l’immagine che descrive “Federico, che è come un merluzzo che tieni congelato nel freezer e sai sempre che può salvarti…” è quella più adeguata.