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L'ETERNA GIOVENTU' DI MAURIZIO MAGGIANI, FELTRINELLI 2021

C’è un motivo ricorrente che percorre l’intero romanzo, intriso di amore e di passione: “I legami non si sciolgono mai, se sono legami di libertà”. E l’amore e la libertà sono gli ingredienti che danno sapore all’intera storia che, attraverso più generazioni, trascorre dal “fosco fin del secolo morente” per tutto il Novecento con le sue contraddizioni e i suoi drammi, fino ad arrivare alla società del Duemila.


Narrato in terza persona  da Saverio detto l’Artista, che spesso cede alla tentazione di parlare in prima persona, concedendosi qualche “sgrammaticatura gergale” assolutamente ricercata, la vicenda procede incantando e affascinando  il lettore, portandolo ad amare, condividere, piangere e credere in quello in cui i personaggi, coralmente, credono, soffrono, amano e desiderano.


L’anarchia narrata da Maggiani è libertà, bellezza, ideale, poesia: “non c’è amore senza libertà… nella dinamite non c’è libertà e non c’è giustizia, se cerchiamo l’anarchia non è lì dentro che la troviamo.”

Così le appassionanti storie del Garibaldo e della principessa Esfir,  della Canarina e di Piero Pierino, di Sirio il comandante Bruto e della Chiarella, di Angela e l’Artista, di Mauri e Meri, di Saverio detto il Menin, si intrecciano con altre ugualmente appassionanti legate a personaggi storici conosciuti o meno conosciuti.

A partire da Anita e Garibaldi, passando attraverso il Principe Bakunin, Kropotkin, Tolstoj,  Gaetano Bresci, Emma Goldman, Meucci, Carlo Tresca, Sandro Pertini …e altri, Maggiani ci conduce con mano leggera a rileggere la nostra storia in chiave “libertaria”, ad amare questi eroi che credono e vivono nella libertà e che,  come spesso abbiamo cantato, “son tutti giovani e belli”.


L’eterna gioventù ci affascina con la sua forza e la sua  passione e ci conduce a ripensare alla nostra storia con occhi diversi e, soprattutto, liberi.

Quale il sapore che trascorre attraverso tutta la storia? 

Tra i tanti, ci piace ricordare quello delle noci che la Canarina, ormai ultracentenaria, mette nella tasca dell’ultimo Menin: “ …lui sente che la vecchia sa di noci. E non ha paura…. Entrava in casa a aspettava che lei andasse a prendere dal comò qualche noce da portarsi via…la vecchia è viva e respira con le noci…”