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LA PRIMAVERA PERFETTA DI ENRICO BRIZZI, HARPER COLLINS 2021

Con lo spirito lievemente ironico cui, già dai tempi di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, Enrico Brizzi ci ha abituato, viene delineata la vicenda umana, familiare e professionale di Luca, quarantenne in crisi.
La storia si dipana tra Bologna e Milano, con brevi incursioni in Svizzera, e gira attorno al mondo del ciclismo e agli appassionati non solo delle corse ma, soprattutto, della filosofia e deontologia di vita che alle due ruote si lega.
La primavera, che segue un inverno terribile da più punti di vista, è la metafora della rinascita di Luca.
Troppi i fallimenti che pesano sulle sue spalle: la fine della Black Market, società costruita insieme all’amico Cisco, la conclusione del suo matrimonio con Emma, la rottura con Olivier, il fratello ciclista che gli ha scippato la “primogenitura” … una condanna ai “lavori socialmente utili”.
Sarà però proprio a partire da qui che Luca ritroverà la dignità, il rispetto di sé e un nuovo amore.
Il mondo che Brizzi ci disegna, pur nella sua drammaticità e desolazione, mantiene un senso complessivo che Luca, poco per volta, va riscoprendo.
L’alter ego di Alex, cresciuto e per certi aspetti disincantato, non ha perso la capacità di illudersi, interrogarsi sul senso della sua vita e della Vita in generale, di credere ancora, nonostante tutto, nei sentimenti e affetti che all’esistenza umana danno un senso.
Quale sapore ci rimane?
Quello del piatto di bresaola consumato dal fratello Olli, simbolo di una vita fisicamente e moralmente sana, in contrapposizione alle mangiate, bevute e trasgressioni  eccessive … cui Luca non riesce a rinunciare.