LA STRADA DI CASA DI KENT HARUF,

NNEDITORE 2020

Ritorno a Holt, dove il personaggio che racconta è ancora una volta una persona mite, capace di amare, anzi: desiderosa di amare abbassando la guardia e apprezzando quello che abbiamo.

Anche questa volta appaiono tocchi della straordinaria abilità di Haruf nel raccontare la capacità di stare nella vita, di  affrontare il dolore, di lenirlo godendo di quanto ci è concesso, poco o tanto che sia e sempre con il suo modo calmo in cui le cose (le montagne sul fondo, i pascoli, l’ultima birra) si mescolano alle piccole storie e le piccole storie si intrecciano nella storia principale.

Compare anche qui una donna  dai tratti quasi indiani, dotata di saggezza e di leggerezza pur nella sfortuna. Ma stavolta compare anche un cattivo, che è comunque un personaggio con molte sfaccettature, non solo il bullo. Porta un peso di disperazione che nelle altre storie si incanalava trovando un argine nelle figure femminili, mentre qui pare sopraffare tutto e tutti.

Il profumo dei fiori di artemisia e della yucca che si leva dai pascoli sterminati sotto la luna resta nel ricordo, ma è velato di nostalgia.

 

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