MARA DI RITANNA ARMENI,  PONTE ALLE GRAZIE 2020

Il romanzo dell’Armeni è delicato nel descrivere la condizione delle donne nel Ventennio fascista senza propensioni partigiane o pregiudizi improntati a facile ideologia.

Mara è una ragazza che si trova a vivere la sua adolescenza e giovinezza sotto la dittatura mussoliniana, ma attraverso i suoi occhi siamo condotti, quasi per mano, fin dentro la mente sua, e dell’amica Nadia, alla scoperta di illusioni, speranze, ideali di una generazione che credeva nel Fascismo e nel Duce; di una generazione che visse la disillusione della fine di un sogno nel quale era cresciuta; di una generazione di donne che sperava di affermarsi al di là e oltre il ruolo di madre al quale il Fascismo sembrava averle relegate.

Il romanzo parla di donne, con equa simpatia per le Repubblichine, per le Partigiane, per tutte le donne sulle quale storicamente ricade da sempre il peso delle scelte maschili.

Mara, dopo aver preso le distanze dai sogni che nel segreto del suo cuore aveva cullato, scoprirà l’importanza di porre sé stessa e i suoi desideri al centro delle scelte future, l’importanza di credere nelle proprie capacità e nella propria tenacia.

Quale aroma può essere scelto come simbolo della storia? Quello del fumo di sigarette, un profumo di tradizione maschile, che molte donne, contro tendenza, nel romanzo mostrano di apprezzare. Quale il sapore? Quello di un vero buon caffè, desiderio proibito per gli Italiani che, in tempo di guerra, erano costretti a bere surrogati all’orzo o alla cicoria.

 

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