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NIETZSCHE IL NICHILISTA  DI LARS IYER, NERI POZZA EDITORE 2021

Narrato in prima persona da Chandra, uno dei protagonisti, il romanzo si snoda come una lunga cronaca scandita dal trascorrere di dieci settimane all’interno di una scuola superiore di Wokingham, “orrida periferia inglese”.
La monotonia delle giornate viene spezzata dall’arrivo di un nuovo compagno, che proviene da una prestigiosa scuola privata: soprannominato Nietzsche per la sua passione per l’omonimo filosofo e per il suo stile di vita e di pensiero,  sembra voler conformarsi al più assoluto nichilismo.
Il monotono trascorrere del tempo viene colto  attraverso una fedele e pignola, quasi maniacale, registrazione di discorsi diretti, per lo più privi di segni introduttivi, resi ancor più martellanti dalla ripetizione del verbo dire: “dice Art; dico io; dice Panzer; dice Paula” o del verbo chiedere: 
“chiede Paula; chiede Merv; chiedo io.”
Tra fumo di canne, bevute di vodka, assunzione di ecstasy, superalcolici tracannati tutti d’un fiato e lattine di birra vuote  che galleggiano in un secchio di ghiaccio, siamo condotti attraverso i meandri mentali di  questa generazione che odia la periferia quale luogo del non evento, luogo dove nulla può succedere, dove non si riesce a immaginare un altro mondo, il luogo non luogo per eccellenza; della  generazione che si ritiene la più inutile di sempre, la più coccolata, la più infelice; la generazione forse più di altre catalogata in categorie o facili etichette: queer, nerd, fighetti, gay, bestie, ragazzi con bisogni  speciali, bullizzati,  bulli, sirene, ragazzi che fanno coming out, ribelli.
La monotonia e la noia di queste giornate sempre uguali, in attesa degli esami finali o di qualcosa che rompa l’incantesimo, vengono spezzate  dalle prove della band “ Nietsche and the burbs” che dovrebbe segnare l’inizio di una nuova vita e diviene invece il momento di una scomoda verità.
Che gusto rimane? Forse quello delle patatine, considerate “il panem et circenses” di questa generazione vuota e annoiata, la cui descrizione riesce a svuotare e annoiare anche i lettori più voraci e compulsivi.