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PER TUTTO IL RESTO DEI MIEI SBAGLI DI CAMILLA BONIARDI 2021 MONDADORI

Dobbiamo ringraziare Camilla Boniardi, autrice del bel romanzo “Per tutto il resto dei miei sbagli”, per molti motivi.
Innanzitutto,  per la capacità di analisi introspettiva di Marta, sua controfigura letteraria, che riesce a guardare dentro di sé con sguardo talvolta lucido e impietoso, ma mai disperato.
Quindi per la lieve ironia che trascorre attraverso tutte le pagine, rendendole piacevoli e mai banali.
Quindi per il patto transgenerazionale da lei stretto con le figure famigliari di riferimento, che l’hanno aiutata a crescere e  diventare quello che è.
Sono bellissime le pagine in cui Marta, protagonista e narratrice in prima persona, ritorna con il pensiero ai ricordi dell’infanzia e trova dentro di sé i frutti germinati grazie all’amore  del papà, della mamma, della nonna Etta e di tutte le persone che hanno popolato la sua vita.
Ed è altrettanto bello scoprire nei giovani di oggi, disincantati, talvolta liberi e spregiudicati, quella capacità di amare e di ridare amore appresa sin dall’infanzia, che pur attraverso scelte e percorsi diversi, rappresenta un filo conduttore che accomuna tutti gli uomini e le donne, sebbene in spazi e tempi diversi.
In maniera lieve e delicata, Camilla riesce a  condurci in un viaggio nella mente dei giovani d’oggi, dei loro gusti musicali, delle mode, dei loro tic, delle loro paure, delle loro fragilità, aiutandoci a ritrovare in loro i frutti migliori delle generazioni che li hanno preceduti.
Quale gusto rimane? Sicuramente quello della birra Leffe,  che il padre di Marta offre a Leandro,  in visita a casa loro: benché avesse richiesto un semplice bicchiere d’acqua, il padre arriva portando la birra stappata, strizzandogli l’occhio.
Anche così, si sigla e condivide quel  patto transgenerazionale che permette a tutti di riconoscersi in gusti, sentimenti, passioni condivise.