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PERSONE NORMALI DI SALLY ROONEY, 2019 EINAUDI

Interessante e coinvolgente, il romanzo della Rooney affronta temi scabrosi senza mai cadere nella banalità.
La vicenda, che occupa il periodo compreso tra il gennaio 2011 e il febbraio 2015, sembra in realtà comprendere un lasso di tempo molto più lungo: l’ordine naturale invertito, l’uso di frequenti flash back, la scansione dei capitoli secondo indicatori temporali, il discorso diretto usato con molta libertà, senza l’utilizzo di segni di interpunzione… rallentano il ritmo, dilatando il tempo, accompagnando il lettore ad un’analisi precisa e puntuale di azioni, sensazioni, sguardi.
I protagonisti, Marianne e Connell, si conoscono e frequentano sin dai tempi del Liceo, in un piccolo paese della provincia agricola irlandese: Marianne appartiene ad una famiglia socialmente ed economicamente più agiata di quella di Connell, la cui madre, che l’ha cresciuto da “ragazza madre”, lavora come donna delle pulizie proprio presso la casa di Marianne.
A livello affettivo, i ruoli delle due famiglie si invertono: quanto la madre di Connell è attenta e premurosa, tanto la famiglia di Marianne è problematica e disinteressata a lei.
Il romanzo è a tutti gli effetti un romanzo di formazione, formazione doppia, visto che i protagonisti sono due: ambedue hanno traumi e fragilità da superare, ambedue devono imparare a trovare un equilibrio tra sé e il mondo sociale esterno.
La storia parla di una crescita difficile, in bilico perenne tra l’adattamento e la degenerazione; l’interrogativo che percorre l’intera vicenda è: “Quanto le prime esperienze forgiano il carattere di una persona?” A questa domanda sia Marianne che Connell cercano una risposta, rendendosi finalmente conto che essi rappresentano, l’uno per l’altro, la possibilità di modificare gli aspetti peggiori di sé stessi, andando avanti nonostante tutto.
Il sapore con cui ci piace connotare questo romanzo è quello della “Diet Coke”, la Coca Cola senza zucchero: mentre Connell gioca a biliardo concentrando al massimo muscoli e mente, a Marianne sembra proprio il protagonista della  pubblicità di questa bibita.