FRESCO DI STAMPA

DELLE DONNE NON FACESTI MENZIONE di Michela Tilli, 2022 Fernandel

Il titolo scelto da Michela Tilli, per questo bel romanzo in uscita oggi, riprende alcuni versi della poesia “Mito” di Muriel Rukeyser. Alla domanda del vecchio Edipo, accecato e ormai prossimo alla morte, rivolta alla sfinge: «Perché non ho riconosciuto mia madre?» quella non esita a rispondere: «Quando ho chiesto cos’è che cammina a quattro zampe la mattina, a due zampe di giorno e a tre la sera hai risposto: “l’uomo”. Delle donne non facesti menzione.»

È questa la chiave di lettura di questa bella storia.

Erica Canepa, sopravvissuta a un referto medico che erroneamente le è stato consegnato, si trova a dover fare i conti con quanto nella vita non ha mai voluto affrontare: relazione conflittuale con il padre, rapporto con la madre morta quando lei era ancora adolescente, divisione dei ruoli con il marito, gestione dei figli…

Di fronte a una scoperta che rischia di annientarla, Erica riesce a capovolgere la situazione, senza subirla ma contrattaccando, mostrando quanto ciò che si dà per scontato sia, oltre che necessario, faticoso per chi è costretto a farsene carico.

La rottura con la sua vita passata- faticosa e colpevolizzante per lei- diviene, dopo un primo momento di sbandamento e perdita di orizzonte, occasione per una nuova rinascita e ricostruzione di vecchi rapporti su basi di chiarezza, rispetto e onestà.

Nel finale, di fronte a un pubblico di Universitari attenti e concentrati, Erica pone la domanda chiave: «Cosa deve fare una donna per tornare a essere un caso dell’universale, un individuo aperto a tutte le possibilità, quanti secoli di storia e di narrazioni esclusivamente maschili deve risalire nuotando controcorrente?»

La risposta è, ovviamente aperta e variabile. Noi conosciamo quella che Erica, nel piccolo della sua vicenda individuale e familiare, ha trovato.

Quale sapore/odore spira dalla storia di Erica?

Sicuramente quello del mare che accarezza, lambisce, nutre Genova donandole il suo inconfondibile fascino.

Un ringraziamento alla casa editrice che ci ha fatto dono di copia stampa.


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