L'ANGOLO GIALLO DEL VENERDI'

LA SEDIA DEL CUSTODE di Baha Trabelsi, 2018 Edizione le Assassine Milano

È un romanzo polifonico, e narrato da più punti di vista, l’interessante Sedia del custode tradotto da Tiziana Prina. Il Marocco che ci viene presentato è molto lontano dai nostri stereotipi, così come l’interpretazione di integralismo e guerra sacra.

L’assassino, che agisce in un quartiere residenziale di Casablanca, irride i kamikaze che si fanno esplodere o colpiscono il cuore della Francia o di altri Paesi perché: « sono ridicoli e ammazzano degli innocenti. Dio non vuole questo, non vuole l’uccisione degli innocenti. Ci sono talmente tanti miscredenti veri, omosessuali, adultere, ladri, ebrei. Figli indegni. Streghe, trasgressori del Ramadan.»

L’assassino agisce nell’ombra, insospettabile nel grigiore della sua quotidianità, incrociando la sua vita con quella di altre persone: Rita la giornalista separata dal marito che ha cresciuto Dina, la figlia, nel culto e nel rispetto della libertà propria e altrui; l’Haj del quartiere prossimo alla pensione, che gli dà la caccia; Jamila, la donna di servizio che nasconde un segreto; Abid, il poliziotto che vorrebbe cambiare vita… una miriade di personaggi che cercano di sopravvivere all’interno di una realtà che sta drammaticamente scivolando verso posizioni oltranziste.

Sul corpo delle vittime, che secondo l’assassino infrangono le norme coraniche, vengono ritrovati versetti del profeta che condannano i loro vizi.

Che sapori rimangono? Molti, che ci riportano all’occidente, come la vodka o l’whisky… molti altri che profumano di Marocco come i tradizionali piatti di cous-cous oppure i bicchierini ricolmi di tè.


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