L'ANGOLO GIALLO DEL VENERDI'

IL LABIRINTO DELLE NEBBIE di Matteo Cavezzali 2022 Mondadori

Bello e ben condotto, quest’ultimo romanzo di Cavezzali ci porta all’interno dell’inconscio di ogni uomo, in quella zona d’ombra in cui paesaggio interiore ed esteriore si confondono; oltre il limite invalicabile, da cui nasce la vita e in cui la vita finisce.

« La palude non può essere domata né compresa. È l’inconscio, il labirinto, che ci fa smarrire e sprofondare, il mare è il futuro del mondo, non si fermerà finché non si sarà ripreso tutto.»

Bruno Fosco, tornato vivo dal fronte dove si è svolta la tragedia della I guerra mondiale, deve fare i conti con la morte stessa, che sembra non averlo voluto.

Inviato ad Afunde, paese sospeso tra le nebbie del delta del Po, deve indagare sulle misteriose morti di giovani donne, sul cui corpo viene ritrovato il misterioso segno dell’uroboro, il serpe che ingoia la sua coda.

« Credo che Dio mi abbia salvato dalla guerra perché venissi ad Afunde» confessa Fosco nel finale.

«Io non credo in Dio.» risponde Ardea.

«Ma Dio crede in noi. Se non fosse così, non sarei ora qui.»

Al termine della vicenda, i nodi irrisolti trovano soluzione e pare possibile ritrovare un senso a ciò che un senso sembrerebbe non averlo.

Che sapori rimangono? Molti, forse troppi.

Su tutti però ci piace ricordare quello della zuppa di verdura e fagioli che Della Santa e Primo offrono a Fosco.


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