Cerca

LA POESIA DEL MARTEDI'

SPESSO IL MALE DI VIVERE HO INCONTRATO di Eugenio Montale- 1925 Ossi di seppia

Spesso il male di vivere ho incontrato: era il rivo strozzato che gorgoglia, era l’incartocciarsi della foglia riarsa, era il cavallo stramazzato.

Bene non seppi, fuori del prodigio che schiude la divina Indifferenza: era la statua nella sonnolenza del meriggio, e la nuvola, e il falco alto levato.

La fatica dell’esistere viene resa da Montale attraverso diversi correlativi oggettivi, ovvero termini che esprimono il concetto stesso, quasi fotografandolo attraverso un oggetto concreto.

Così la sofferenza dell’esistere è rappresentata da:

il rivo strozzato che gorgoglia, che ci richiama il sussulto della morte;

l’incartocciarsi della foglia riarsa, che suggerisce il ripiegarsi di una vita ormai secca, priva di forza, su sé stessa;

il cavallo stramazzato che ci riporta a una fatica quasi sovra umana.


Da questa situazione di sofferenza esistenziale per Montale si può solo uscire con un atteggiamento di profonda indifferenza, definita divina perché alcuni filosofi greci ritenevano che gli dei fossero disinteressati alle sorti umane.

Così questa concezione è resa attraverso immagini che la oggettivano, facendoci percepire cosa in realtà il poeta intenda:

la statua nella sonnolenza del meriggio

la nuvola e il falco alto levato.


ED ORA VENIAMO A NOI:

Riteniamo attuale il messaggio di Montale?

Con quale immagine definiremmo la sofferenza di questi nostri giorni così strani?

Pensiamo che la soluzione ai nostri mali sia il “chiamarsi fuori”, oppure l’essere solidali?

Quale altra interpretazione si può proporre per questa lirica?


2 visualizzazioni0 commenti
 

©2020 di Il sapore di un libro. Creato con Wix.com

This site was designed with the
.com
website builder. Create your website today.
Start Now