LA RECENSIONE DEL MERCOLEDI'

CORPI CELESTI di Jokha Alharthi, 2022 Bompiani

Asma’, una delle protagoniste di questo interessante romanzo omanita, crede che l’anima di ciascuna persona sia un tutt’uno diviso in due poiché le divinità temevano che potessero diventare troppo forti.

«Da allora, » continua Asma’,« gli esseri umani sono di due sessi e vanno alla ricerca della loro metà mancante». Purtroppo, la giovane donna capirà in fretta che non esistono due persone che a livello spirituale combacino alla perfezione e che suo marito Khalid è un corpo celeste in sé per sé.

La vicenda narrata da Jokha Alharthi si snoda attorno a molteplici “corpi celesti”, in un arco temporale piuttosto lungo. La narrazione in terza persona si alterna a lunghi flash back che fluiscono liberamente dalla mente di ‘Abdallah, durante un viaggio aereo verso Francoforte.

Alle vicende delle tre sorelle Mayya, Asma’ e Khawla si intrecciano quelle delle loro famiglie, dei loro mariti, dei loro figli … fino a includere il piccolo villaggio di ‘Awafi e l’intero Oman. Poco per volta, dalla penna di Alharti emergono vicende che comprendono la storia omanita degli ultimi cento anni: trattato di Sib del 1920, spartizione dell’Oman tra l’Imamato che controllava le regioni dell’entroterra e il sultanato di Mascate, sostenuto dagli Inglesi; la tratta degli schiavi dall’Africa e l’abolizione della schiavitù; l’acquisizione del diritto all’istruzione, avversato dalle autorità:« dovremmo far studiare gli omaniti come avete fatto voi con gli indiani? Non capite che nel giro di pochi anni insorgeranno e vi cacceranno via?» fino al diritto, esteso anche alle donne, di accedere a scuole e Università: London, figlia di Mayya e ‘Abdallah diventerà, infatti, medico.

Che sapore rimane?

A noi piace ricordare gli odori di spezie, frutti colorati e profumi che promanano dai suk omaniti. Datteri e limoni essiccati, peperoncino, orzo e dolcetti di cocco.


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