LA RECENSIONE DEL MERCOLEDI':

LA BAMBINA DI NEVE di Eowyn Ivey, Einaudi 2021


Già l’ambientazione in Alaska vale da sola la lettura: la vita durissima dei coloni, il loro rapporto con una natura magnifica ma terribile, i paesaggi innevati e selvaggi, gli animali selvatici…Tutto incanta. E di un incantesimo si tratta: una coppia senza figli, divorata dalla malinconia, costruisce una bambina di neve. E’ solo un pupazzo, ma presto a loro sembra di vederla animarsi e correre fra gli alberi. E’ un miraggio? E’ un miracolo? E’ una bambina vera?


La vicenda segue il ritmo di un’antica fiaba russa, che parla appunto di una bambina di neve, con la grazia di una favola e contemporaneamente la crudeltà di un mondo così difficile.

La narrazione di Eowyn Ivey (che per questo libro è stata finalista al premio Pulitzer) trascina e al lettore sembra di percepire il rumore del vento, il profumo degli alberi, l’aspro odore di selvatico della volpe che fa capolino con la bambina di neve.





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