LA RECENSIONE DEL MERCOLEDI'-ANTICIPANDO LA GIORNATA DELLA MEMORIA

IL LIBRO DI RICETTE DI ALICE di Karina Urbach, 2022 Mondadori

Alice Urbach è una moderna Alice che da un paese delle meraviglie, qual era l’Austria prima della caduta dell’Impero Asburgico nel 1918 e dell’Anschluss nel 1938, viene scaraventata negli orrori del Nazismo e delle Leggi razziali.

Cresciuta in una famiglia di ebrei benestanti, sin da piccola si occupa di cibi e ricette, frequentando quello che, allora, era l’unico luogo in cui i bambini potessero entrare in relazione con il mondo degli adulti: la cucina.

Dopo l’abdicazione dell’Imperatore, gli uomini a capo delle sue famiglie sembrano disorientati e privi di punti di riferimento: il padre non regge la fine di un’epoca, Max il marito muore soffocato dai debiti di gioco, il cognato, che funge da tutore e protettore, muore in circostanze poco chiare.

Senza protezione e senza patrimonio, due figli con Otto e Karl da crescere e proteggere, Alice farà l’unica cosa che sa fare: cucinare e insegnare a cucinare.

Nella sua scuola di cucina, rinomata in tutta Vienna, passeranno personaggi più o meno ricchi e più o meno famosi, tra cui Anna Freud.

Costretta a fuggire in Inghilterra per scampare dagli orrori della Shoah, la sua opera più famosa “Wie Kocht Man in Wien!” subirà un processo di “arianizzazione”: verrà attribuita a un autore ariano e solo mezzo secolo dopo, grazie alle ricerche effettuate dalla nipote Karina, si riuscirà a ottenere il giusto riconoscimento.

Fuggita in Inghilterra, Alice lavorerà dapprima come cuoca poi verrà scelta per dirigere una casa di accoglienza per bambine ebree in fuga dai paesi d’origine.

L’incarico le costerà fatiche e rinunce, ma l’inserimento delle “sue bambine” nella vita post-bellica in condizioni normali la ripagherà di ogni sforzo.

Che sapore rimane? Sicuramente quello dei dolci viennesi particolarmente amati da Alice e dalle sue bambine.

Lisl, una delle ragazze da lei accolte, dirà di aver imparato tre cose da Alice: l’indipendenza, il rispetto e i dolci lievitati.

Un ringraziamento alla casa Editrice che ci ha inviato copia stampa



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