RICEVIAMO DALLA NOSTRA AMICA CLAUDIA E PUBBLICHIAMO

La capra. Umberto Saba


Ho parlato a una capra.

Era sola sul prato, era legata.

Sazia d'erba, bagnata

dalla pioggia, belava.


Quell'uguale belato era fraterno

al mio dolore. Ed io risposi, prima

per celia, poi perché il dolore è eterno,

ha una voce e non varia.

Questa voce sentiva

gemere in una capra solitaria.


In una capra dal

viso semita

sentiva querelarsi ogni altro male,

ogni altra vita.



Il dolore sembra trovare casa allo stesso modo

nell'uomo e nella capra.

Indicibile e inspiegabile.


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