RITORNA  DI SAMUEL BENCHETRIT, NERI POZZA 2019

Nelle notti animate solo dal fumo e dall’alcool, uno scrittore ormai privo di capacità e di ispirazione stila una lista di buoni propositi che al mattino svaniscono insieme ai fumi dell’alcool.

Il figlio con cui condivideva la vita è partito per un viaggio ai confini estremi del mondo: unico canale di comunicazione con lui sono le e-mail che il padre attende con impazienza.

La storia racconta quindi un doppio percorso: di formazione per il figlio e ri- formazione/ri-costruzione di sé per lo scrittore padre.

La ricerca di una copia del suo ultimo libro, da cui un produttore vorrebbe trarre una serie televisiva, porterà il protagonista ad uscire dal suo isolamento animato solo dal reality show del pomeriggio e da un’immaginaria corrispondenza con l’esattore delle imposte.

L’impatto con una casa di riposo e, soprattutto, con una delle infermiere che lavorano lì, lo spingeranno a trovare un nuovo senso della vita e a chiudere i conti con il passato.

L’ironia che attraversa l’intera vicenda diviene lo strumento per la ricerca della verità: non ci può essere senso nella vita, e conseguentemente capacità di scrittura, se non si impara a godere di quanto la vita stessa ci offre.

L’anatra maschio, che anima la parte finale del racconto è lo specchio in cui lo scrittore si riconosce: non si può vivere al di fuori di una comunità, non si può vivere in maniera solipsistica.

La vita non può essere accantonata, ma va affrontata anche in vista di una resa dei conti che va portata a segno.

 

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