SOMMERSIONE DI SANDRO FRIZZIERO, FAZI  2020

 “Ti aveva detto di non avere paura del demonio e dell’inferno, perché all’inferno c’eri già e che il mondo era la casa del demonio; demonio e uomo vivono insieme, e non così male come dicono i preti.”

Rivolgendosi direttamente all’anziano protagonista, a cui dà del tu, e seguendolo per 24 ore nel suo trascinarsi, l’autore ricompone la vita del vecchio e di tutta l’isola su cui abita, al confine fra laguna veneta e mare aperto, parzialmente sommersa dalla marea per effetto del riscaldamento globale, descritta attraverso lo sguardo incattivito dell’uomo come un luogo in via di corruzione, progressivamente conquistato dai rifiuti del mare e abitato da  isolani fieri della loro emarginazione, e marci come tutto il resto intorno. L’isola diventa paradigma di un mondo sbilanciato verso il male che gli uomini procurano a se stessi e all’ambiente: “E la sensazione di perenne precarietà che solo chi vive in una minuscola porzione di terra appena emergente dal mare può provare, in fin dei conti, è nulla rispetto alla sensazione di precarietà di chi vive tra il cemento delle città a un passo dai centri commerciali e dalle fabbriche a rischio chiusura.”.

Ma il decadimento non è solo esteriore: ogni persona ha la sua quota di colpe e di malvagità e tenta di imbiancare la propria vita in diversi modi: chi pregando, chi bestemmiando. Il vecchio è il più colpevole di tutti: intriso di odio, dai suoi ricordi emerge man mano il ritratto di una persona toccata dal demonio, che inizia imbarcandosi su una nave per lo smaltimento degli scarti di lavorazione delle industrie e progressivamente cresce nella sua bestialità fino a condannarsi al suo inferno personale in terra, capace solo di riprodurlo intorno a sé. Nello stesso tempo ogni tanto traspare in lui un bisogno tutto umano di essere riconosciuto, almeno dalla figlia o dalla nipotina, immalinconito dalla morte della moglie e immerso nella solitudine.

Un motivo per leggerlo? Le acuminate descrizioni del mondo decadente in cui il vecchio si muove, anche se alla fine l’odore di alghe marcescenti, di pesci spiaggiati, di rifiuti oleosi, di foglie putrefatte e di cattive azioni  ti si incolla (e questo è il motivo per non leggerlo ) e desideri un finale purificante, che difatti arriva.

 

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