ZEITOUN DI DAVE EGGERS

MONDADORI 2009

Nell’ambito del progetto Voices from the Storme sull’uragano Katrrina, Dave Eggers si spostò a New Orleans dove incontrò gli Zeitoun cui fece leggere sei o sette versioni del manoscritto. Visitò anche la famiglia di Zeitoun in Siria e il fratello Ahmad in Spagna . Decise che i guadagni derivati dal libro fossero distribuiti dalla Zeitoun Foundation dedicata alla ricostruzione della città.

La storia è lineare, a lieto fine (non così la vita del vero Zeituon che è ritornato in carcere dopo il divorzio per stalking verso la moglie!!), ci sono i buoni e i cattivi ed è avvincente come i film di azione. Non si riesce a smettere di leggerla anche perché ai nostri orecchi risuona la sensazione di day after che abbiamo sperimentato nella quarantena: “Così tutto era andato perduto, eppure la quiete scesa sulla città aveva un che di ipnotico.”

C’è lo sconcerto per ciò che gli esseri umani possono diventare, per come possono non essere più capaci di riconoscere il loro prossimo, un connazionale, un essere umano. Ma c’è anche lo spirito di avventura che gli eroi indossano sempre come un’aureola e che qui assume una valenza particolare, perché spinge il protagonista a rischiare la vita per avventurarsi nella città sommersa con la sua canoa sentendosi investito di una missione salvifica: “La novità di quel mondo risvegliava l’avventuriero che era in lui: voleva vedere ogni cosa, l’intera città, ciò che era diventata (… ). Si chiese se il mondo stesse già vedendo ciò che vedeva lui, un disastro di proporzioni e gravità mitologiche”. Però qui c’è quel tanto di spirito europeo da porre la domanda delle domande: c’è un motivo perché si viene messi alla prova? E la risposta di Zeitoun è: “non abbiamo altra scelta se non fare ciò che è necessario….Perciò alziamoci di buon’ora e restiamo in piedi fino a tardi e, mattone dopo mattone, isolato dopo isolato, facciamo ciò che c’è da fare.”

Più che un sapore, fortissimi sono gli odori legati alla devastazione della città che questo libro porta con sé: l’inquinamento dell’acqua, gli animali morti, la muffa nelle abitazioni. Ma ci piace ritornare alla scena di apertura, l’epica pesca delle sardine con la lampara e al profumo di mare che questi pesciolini d’argento custodiscono dentro di sé.

 

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